Distilleria Marzadro

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    La storia della Distilleria Marzadro è strettamente intrecciata alla storia del dopoguerra italiano. In Trentino, la guerra aveva colpito duramente l’economia e la popolazione, le ragazze dei piccoli villaggi, per sopravvivere, andavano "a servizio" presso le famiglie benestanti anche di altre parte d’Italia. Sabina Marzadro, ebbe la stessa sorte, ma al suo ritorno in Trentino, decise di seguire i suoi sogni e di intraprendere l’arte della distillazione. Il suo obiettivo era chiaro: distillare Grappa di qualità. Con sforzo e sacrificio riuscì a farsi costruire un alambicco e nel 1949 arrivarono finalmente le prime vinacce per iniziare la produzione. La Grappa Marzadro divenne presto famosa in tutto il villaggio e la produzione iniziò a crescere, con Sabina e il fratello Attilio a capo della distilleria. Nel 1960 Sabina lasciò la distilleria in mano al fratello e alla moglie Teresa, al passaggio di gestione corrispose anche un successivo rinnovamento dell’impianto e dell’azienda. La famiglia di Attilio crebbe rapidamente tant’è che i figli iniziarono presto ad aiutare i genitori nella gestione della distilleria. Nel 1975 la Distilleria Marzadro creò la prima Grappa monovitigno, ottenuta da vinacce di uva Marzemino. Alla fine degli anni Settanta, gli alambicchi di rame della Distilleria Marzadro erano già a Bagnomaria, una grande innovazione nel mondo della distillazione, dal momento che il riscaldamento prolungato arricchiva il vapore di aromi. Negli anni Ottanta, dopo il passaggio dell’azienda da Attilio ai suoi figli iniziò la crisi della Grappa. Il mondo era cambiato, le grandi marche e la pubblicità dominavano il mercato. Gli eredi di Attilio agirono rapidamente creando una nuova tipologia di prodotto che rispondesse meglio alle richieste del mercato. Venne prodotto il Liquore a base di grappa, con mirtilli del Trentino. Passata la grande crisi della Grappa, Marzadro continuò a crescere e all’originale distilleria di Brancolino fu aggiunta la sede di Rovereto. Oggi, alla guida di Marzadro c’è la terza generazione, la sede principale è stata trasferita a Nogaredo e la famiglia è stata e continua ad essere il cuore pulsante dell’azienda.